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INTERVISTA ad ENRICO ROVELLI
Storico manager e promoter italiano, ha lavorato per molti artisti, stranieri ed italiani, organizzando alcuni degli eventi Live pi importanti mai fatti nel nostro paese.
Fu lui ad organizzare i due concerti milanesi dei Queen del 14 e 15 settembre 1984, le uniche due esibizioni dal vivo della band nel nostro paese durante la loro carriera.

QueenItalia celebra il 25esimo anniversario di quei due concerti storici con questa lunga intervista esclusiva fatta da Alessandro Cannarozzo (webmaster) nel settembre del 2009


Scarica l'intervista in formato .pdf cliccando qui.

Sig. Rovelli, grazie ancora della disponibilità. Allora, classe 1948...
No, 1944

Ah mi scusi... Le ho dato qualche anno in meno
Eheh (ride, nda), magari!

Quando ha cominciato a lavorare nel music business? Mi racconta un pochino gli esordi della sua carriera?
Ho iniziato esattamente 40 anni fa. Nel 1969

Ha iniziato da subito ad organizzare concerti?
No, no.. Ho iniziato con un locale. Un locale "rock", nel '69, costruito a Riccione. Qui facevo solo musica Rock, ed era l'unico locale che suonava quel tipo di musica a quei tempi

1969... Caspita era già un pioniere, allora!
Eh si!

Negli anni successivi?
Successivamente ho aperto un locale a Bollate (MI) il "Carta Vetrata", che non so se conosce... Forse lei è un pò troppo giovane, ma era un locale storico.. E sempre Rock.
L'ho aperto nel 1970. E' il locale dove è nata la PFM, che prima si chiamavano "I Quelli", e dove suonavano i gruppi italiani più "strani" e anche i gruppi stranieri.
Era un locale un pò fuori Milano.

E mentre avevo il "Carta Vetrata", ho cominciato a conoscere dei manager inglesi e da li... Ho cominciato a portare alcuni artisti in Italia. Oltre a portarli al locale, li portavo in giro un pò in tutta Italia.

I Queen sono arrivati in Italia grazie a lei qualche anno dopo, quando gestiva la sua società KONO MUSIC.
Si, esatto. Era il 1984, giusto? Era già da molto tempo che facevo quel lavoro...
Ma avevo smesso, in un primo momento, di portare artisti stranieri in Italia.. Era circa il 1974 - 1975. Troppi casini in quegli anni, gente che non voleva pagare gli ingressi, disordini continui durante gli spettacoli...

Così mi ero messo a fare Radio, ho aperto in quegli anni RADIO MUSIC che poi è diventata Radio DJ... Mentre facevo radio, ho fatto il manager a Patty Pravo e negli stessi anni ho fatto la prima televisione musicale, si chiamava TeleMusic, era il 1977.

Poi nel 1981 ho venduto la radio a Cecchetto e ho rilevato lo "Studio 54" a Milano, l'ho fatto diventare il ROLLING STONE e fu qui, a partire dal 1982 (dopo una pausa di 6/7 anni, nda) che ho ripreso ad organizzare concerti.

Ho fatto subito un concerto molto importante, di cui non parla mai nessuno ma suonarono gruppi importanti, ricordo fu l'ultimo concerto dei Police in Italia.

Poi, da lì, ho ripreso a fare grossi concerti a Milano città, sono riuscito ad avere a disposizione per la prima volta il Palazzo dello Sport, dove facevano la "sei giorni" di ciclismo.

Il Palazzo dello Sport, quello di fianco allo stadio di San Siro
Si esatto, quello che aveva la "conca" sul tetto.

Quello che poi è crollato, nel 1985 sotto la neve.
Crollò esattamente cinque giorni prima che io facessi gli U2.
Dovetti ovviamente annullare tutto.
Però sono stato il primo a riuscire ad avere il Palazzo dello Sport per la musica. Fino ad allora era sempre stato usato per la "sei giorni" di ciclismo, una manifestazione famosissima dove per 6 giorni e 6 notti correvano i più grandi ciclisti del mondo.

Era il 1984 quando i Queen si esibirono in Italia. Quell'anno il loro singolo (Radio GaGa) tratto dall'album THE WORKS era primo in classifica nel nostro paese, trainato anche dall'esibizione della band al Festival di San Remo di quell'anno, a Febbraio. Era invece Settembre (14 e 15) quando sono venuti a suonare in concerto; in Italia i Queen non erano ancora quel fenomeno di massa che sarebbero poi diventati dopo il 1991, anno della morte di Freddie Mercury.
Fu lei a volerli nel nostro paese? O fu la band a contattarla?
No... Io sono riuscito a portarli attraverso Franco Mamone. Il compianto Franco Mamone (storico promoter italiano, scomparso nel '98, nda) che è stato davvero un maestro per noi tutti.

Perchè fu scelta Milano? Era la piazza migliore per gli spettacoli dal vivo?
Si, era anche l'unico posto disponibile. I Queen non volevano fare uno show all'aperto, ma al chiuso. Così il Palazzo dello Sport era il luogo ideale, l'unico spazio grande in Italia che potesse contenerli.

Si ricorda se ha avuto dei problemi ad organizzare quelle due date, per esempio problemi di burocrazia, permessi o "pregiudizi" da parte di chi pensava potessero essere "pericoloso" far suonare quel tipo di artisti rock nel nostro paese?
Mah no, non direi...
Il problema più grosso fu il fatto che loro volevano un determinato tipo di palco.
Così ci siamo messi li ed abbiamo costruito esattamente quello che volevano. Ci abbiamo messo 15 giorni, abbiamo costruito una struttura fatta tutta di tubi "Innocenti" che risultò uguale e precisa al palco che volevano loro per i due concerti.

E non era neanche un palco semplice.. Durante quel Tour i Queen avevano on stage delle enormi ruote meccaniche che giravano...
Si esatto. E quando la band e lo Staff tecnico è arrivata, credevano di trovarsi di fronte ad un organizzazione da 3° mondo, hai presente? Questa era la nostra reputazione, in questo campo. E invece sono rimasti tutti sbalorditi di quel lavoro, fatto dagli uomini di San Filippo, che era un carpentiere... Hanno costruito tutto pezzo per pezzo, bullone su bullone... Loro ci hanno dato la sagoma di quello che volevano e noi l'abbiamo riprodotta fedelmente.

Era come un LEGO.. Ogni pezzo del palco era fatto a mano combaciava perfettamente, non era come le strutture prefabbricate che si usano adesso.
Ricordo che si congratularono con noi e la band era gasatissima a vedere lo splendido lavoro che era stato fatto.

Questo è un ottimo motivo d'orgoglio. Tanto più che i Queen sono celebri per essere molto esigenti.
Si, erano MOLTO esigenti. Ma tutti i gruppi stranieri erano esigenti... Ed è stato un bene, perchè così ci hanno insegnato a lavorare. Se non fosse stato per loro, in Italia eravamo ancora fermi ai palchi con le assi di legno...

Lei conosceva già i Queen? Aveva avuto modo di vederli dal vivo, prima dei due concerti milanesi? Magari scopriamo che era un loro fan.
No, non li avevo visti in concerto. Ma li conoscevo, certo, molto bene. E mi piacevano.
Comunque, avendo sempre lavorato nel campo della musica, era normale che li conoscessi, come conoscevo tutti i principali gruppi di allora.

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