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![]() IL CRAZY TOUR, 1979 Il racconto personale di Jim Jenkins, dalle pagine del magazine del Fan Club Ufficiale inglese, Ed. Fall/Winter 2009. Jim è uno dei fan "storici" dei Queen, membro di quello "zoccolo duro" di persone che seguiva i Queen live agli inizi della loro carriera. Fu proprio Freddie a definire questo gruppo di fans la "Royal Family"! Jim è anche co-autore (con Jacky Smith) della biografia ufficiale della band, edita nel 1992. Uno dei tour dei Queen di maggior successo in assoluto fu quello che chiuse gli anni '70. Questo tour si differenzia nettamente da quelli immediatamente precedenti. L'idea si rivelo' ottima! L'impianto luci di questo tour fu una versione modificata del famoso "forno da pizze" che avevano gia' usato con gran successo negli USA, in Europa e in Giappone. Anche in scala ridotta, rimaneva comunque uno spettacolo impressionante, ed e' a tutt'oggi uno dei piu' belli mai portati in tour da qualsiasi band. Quando andai a prendere i biglietti, fuori del teatro c'era gia' gente che si preparava a far la fila tutta la notte per assicurarsi i posti migliori; passando sentii un tipo dire "la prima fila non mi sfugge!" e non potei fare a meno di pensare, "Eh no, caro mio, la prima fila ce l'ho qua io!". Aha! Il bello di essere soci del Fan Club!! Il tour in realta' parti' dall'Irlanda del Nord; la data d'apertura doveva essere Martedi' 20 Novembre 1979 alla Cork City Hall, ma purtroppo il concerto dovette essere annullato. Due sere dopo, i Queen fecero il loro debutto in Irlanda, alla Royal Dublin Society Hall (RDS), di fronte a un pubblico entusiasta, e con 6500 spettatori stabilirono il record di presenze per la sala, una delle piu' grandi scelte per il tour. Il brano di apertura fu Let Me Entertain You, e questo concerto vide il debutto di una nuova canzone, Save Me (che sarebbe poi stata pubblicata come singolo alla fine del tour), durante la quale Brian May si esibi' per la prima volta live al piano. I Queen tornarono ai patrii lidi per battere un record il 24 Novembre 1979 a Birmingham, inaugurando il National Exhibition Centre (NEC) di fronte a 14000 persone: il piu' grande concerto al coperto mai tenuto nel Regno Unito, e il piu' grande di tutto il tour. La calca sotto il palco premeva troppo, cosi' parecchi di noi decisero di spostarsi in fondo all'arena per aver piu' spazio; quando la band attacco' Dont Stop Me Now, ci mettemmo a ballar la conga, e il personale di sala insieme a noi! Pazzesco! Fu una scena davvero memorabile, non posso fare a meno di ripensare a questo tour ogni volta che vedo la conga alla nostra convention annuale. Seguirono due serate esaltanti all'incredibile Apollo Theatre di Manchester, la seconda aperta con la versione "fast" e molto piu' rock di We Will Rock You. Alcuni di noi decisero di far recapitare alla band un biglietto con i migliori auguri per il tour, e la richiesta di suonare Liar, altrimenti il tour sarebbe terminato prematuramente. Era ovviamente per scherzo, ma la band volle ugualmente accontentarci, con nostra grande gioia. Cosi', quando Freddie attacco' "It started out so well...", moltissimi si misero a cantare con lui - eppure era una canzone nuova di zecca, che solo gli spettatori della serata precedente avevano gia' sentito! Poi su in Scozia per due serate all'Apollo Theatre di Glasgow (oggi purtroppo demolito); durante la seconda sera Liar fece un'altra apparizione, ma soprattutto si verifico' un evento raro e inaspettato: durante il medley, Roger dimentico' le parole di I'm In Love With My Car e Freddie dovette cantarla al suo posto. Pazzesco! Come mai Roger ebbe questo blocco mentale non si e' mai capito e probabilmente non si capira' mai. Dopo lo spettacolo, la band ando' a finir la serata al night club "Gigis", e ci andammo anche noi. Fantastico star li' a chiacchierare e a bere insieme a loro, anche se sembrava un po' strano dopo averli visti sul palco. Mi ricordo che mia sorella Mo si mise a ballare con Roger, sull'allora nuovo singolo dei Police, "Walking on the Moon". Una serata straordinaria. La sera dopo non erano in programma concerti, cosi' andammo a visitare Edimburgo. Una bella bevuta, e sulla via del ritorno, quando ci sorpasso' una banda di motociclisti, ci affacciammo dai finestrini della macchina a cantargli "Bicycle Race". Si', pazzesco! Di nuovo giu' in Inghilterra: la City Hall di Newcastle e' una sala perfetta. La prima sera, Freddie mise una cravatta bianca anziche' rossa, per l'unica volta nel tour, mentre John esibi' in tutto il suo splendore la tenuta da carcerato del compleanno a Saarbrucken. Il giorno dopo, eravamo tutti appesi alla radio per sentire le classifiche della settimana, sperando che i Queen fossero saliti al numero 1, ma purtroppo erano scesi al numero 7. Cosi', per consolarci, andammo a trovare la band in albergo, guadagnandoci un altro po' di foto, autografi e chiacchierate. La band era sempre molto generosa con noi, e anche le guardie del corpo ormai ci conoscevano e ci lasciavano fare. Mi rendo conto solo ora che fortuna abbiamo avuto! I due concerti successivi furono molto speciali per me - al Liverpool Empire, dove la band si era gia' esibita altre 5 volte, nel '74, '75 e '77. Alcuni di noi andarono a salutare la band in albergo; c'era anche mia mamma, che il nostro gruppo aveva soprannominato "la Regina Madre", per cui Brian la saluto' con un solenne inchino. E fu in occasione dei concerti di Liverpool che venni intervistato per la prima volta da giornali e radio. La prima sera, mi ricordo che uno di noi, Howard Nicol, urlo' "Roger Taylor e' ancora un punk!", e Roger rispose con una rullata di tamburi. Segui' un coro di "Di Roger Taylor ce n'e' uno solo!", che Freddie commento' con una battuta. La seconda sera mi fotografarono insieme a Brian per un giornale; lui a sorpresa mi mise al collo la Red Special, e io ero terrorizzato che potesse cadere: se si fosse rotta, come avrebbe fatto il concerto? Io gli rispondo, "E chi lo conosce?", e un attimo dopo Brian si gira e mi chiede che preferisco da bere. Uno spettacolo la faccia del tipo che mi guarda sbalordito mentre brindo con Brian, e riesce solo a balbettare "ma - avevi detto che non lo conoscevi..." Anche il DJ del club riconobbe Brian, e in suo onore mise su CLTCL: mia sorella Mo e le amiche Carole Smith e Pauline Syddell si alzarono e si misero a ballare con Brian, Roger e John. Pazzesco! Poi via verso Sud, a Bristol e Brighton. Il pubblico del sud purtroppo rimane sempre un po' piu' sulle sue rispetto a noi del Nord, ma anche li' comunque i Queen dimostrarono di essere ben sopra la media delle altre band del circuito rock. La parte conclusiva del tour fu completamente diversa da tutto quello che la band aveva proposto negli ultimi anni: 7 concerti a Londra, ognuno in una zona diversa della capitale, e tutti diversi fra loro. In alcuni casi l'impianto luci non venne usato, e furono concerti interessanti, che dimostrarono come la band non avesse bisogno di effetti speciali per fare spettacolo. Il secondo vide il loro ritorno in uno dei loro posti preferiti da sempre, il Rainbow Theatre - e li' dimostrarono quanto la band fosse cresciuta dall'ultima visita, ben 5 anni prima. Tornato a casa dal Rainbow, trovai ad aspettarmi i biglietti per la serata finale del tour, prima fila anche li', felicita' pura! Poi ci fu il Lewisham Odeon, addirittura un cinema. Il Crazy Tour di Londra proseguiva con successo, e per la sesta tappa si fermo' in una sala leggermente piu' grande, l'Alexandra Palace ("Ally Pally" per gli amici). Qui, prima del concerto, la band giro' il video per Save Me, col pubblico ammesso in sala. Al bis, Freddie fece un'entrata in stile Carmen Miranda, con un casco di banane in testa, e si mise a lanciarle tra la folla; io riuscii a riprendere buona parte della scena, banane comprese. Il backstage dopo il concerto fu un altro momento memorabile per me, perche' Freddie era di ottimo umore e firmava autografi a raffica. Lo straordinario Crazy Tour giunse a conclusione il giorno di Santo Stefano, con quello che rimane in assoluto uno dei migliori concerti della storia della band. Per quel concerto finale, i Queen tornarono in una sala dove avevano debuttato nel 1973, come "spalla" dei Mott The Hoople, l'Hammersmith Odeon ("Hammy O" per gli amici); quanta strada, da quegli esaltanti primi anni '70! Paul McCartney aveva chiesto ai Queen di partecipare a una serie di concerti di beneficenza per l'UNICEF, a supporto della popolazione della Cambogia; e i Queen erano stati il solo gruppo a voler fare un concerto completo per l'occasione. E fu un concerto splendido, che davvero meriterebbe un giorno di essere pubblicato in DVD. Freddie si scuso' per tutte le macchine da presa in sala, dicendo che sembrava un kolossal alla Cecil B. DeMille. Brian ci regalo' una Silent Night che tutto il pubblico canto' senza sbagliare una nota. Io parlai con Freddie sul palco, lo avvertii di allacciarsi una scarpa, che il nodo s'era sciolto. Ovviamente Freddie si riprese subito il microfono, ma almeno oggi posso vantarmi di aver cantato nel suo microfono durante un concerto dei Queen!!! Aha! Ma poi torno' a lasciarmi il microfono durante Now I'm Here, se ne torno' al centro del palco, e se lo riprese dando uno strattone al cavo! Fantastico! Quella fu anche l'ultima volta che Freddie canto' la WWRY finale sulle spalle del bodyguard Alan Robinson, spettacolare berretto nero da biker in testa. Quel concerto era cosi' perfetto che non volevo finisse piu'. Il nostro gruppo era tutto in prima fila sotto il pianoforte, e Freddie si rivolgeva a noi di continuo; anche Brian ci disse "Buon Natale" in quella serata tanto speciale. Ma quel trionfale ritorno in patria dimostro' che i Queen regnavano supremi, e il tempo ha poi dimostrato che il loro regno era destinato a durare. Il Crazy Tour fu un successo straordinario, ed e' ancora ricordato con affetto sia dalla band che da me e da tanti altri come me: e' stata una delle esperienze piu' entusiasmanti di tutta la mia vita, e non lo dimentichero' mai. Fu anche il tour in cui i Queen scoprirono di essersi conquistati un seguito permanente, uno "zoccolo duro" di fan fedelissimi: gli amici londinesi, la banda di Birmingham, e un bel gruppo da Liverpool. Roger parlo' di noi nelle interviste, e Freddie ci soprannomino' la "Royal Family". Eravamo davvero una grande famiglia felice, alla fine del 1979. E questo legame continua a unirci ancora oggi, nel 21mo secolo. Back to Specials |
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