Ale ha scritto:Prima del "crash" del nostro forum (avvenuto il 30 giugno scorso) il topic era PIENO di messaggi, di commenti, di recensioni.
Non so se tornerà tale ancora, se tutti voi avete ancora la "voglia" di mettervi li a scrivere quelle parole bellissime che avete scritto sul libro, sul nostro splendido lavoro, sull'altrettanto splendido risultato ottenuto dalla nostra community. Sarebbe bellissimo, se ne avete voglia...
Nel frattempo, vi faccio leggere un messaggio che Greg Brooks (autore insieme a Simon Lupton del libro, originale) ha scritto per noi, i ragazzi di QueenItalia che hanno tradotto il libro in italiano e che hanno fatto si che tutti i fan italiani avessero la loro edizione di "A Life In His Own Words".
Rock On!
Eccoti accontentato carissimo Ale ( a proposito di traduzioni...non si potrebbe avere il messaggio di Greg in italiano?

)
“Stare sulla corda è vita. Tutto il resto è attesa”.
Joe Gideon in ‘All that Jazz’ di Bob Fosse, 1979.
Ci vorrebbe molto più che un “pezzo” tirato giù all’impronta ma non voglio mica cercare di emulare Sean O’Hagan, mi limiterò a partecipare a voi quello che penso e che, più che altro, sento.
Freddie è un eccessivo, un violento nei sentimenti e molte delle sue dichiarazioni ne risentono, in specie quelle dei primi anni.
Nel parlare del suo lavoro e della musica, invece, appare misurato: idee chiare, acume e senso pratico.
Freddie ha una enorme, incrollabile fiducia nelle sue capacità, conosce i suoi limiti e le sue virtù, ha ben chiaro il valore di ciò che fa, non esagera mai, neppure con Bohemian Rapsody “…è solo una delle tante scritte per l’album – giusto una parte del mio contributo compositivo …”.
Crede moltissimo nell’importanza dell’immagine, dei costumi, delle luci ma non confonde tutto questo con il valore della musica “…non basta che la tua immagine sia forte, bisogna che anche le canzoni lo siano…”
Il suo elemento naturale è la musica, non lo preoccupa la concorrenza, il pubblico che cambia gusti musicali, ama mettersi alla prova, non teme il confronto con nessuno, detesta ripetersi, quindi ben vengano i continui cambiamenti di stile “…se il nuovo disco è un flop passiamo a quello dopo…” , “…sono una persona che non si guarda indietro…”, “…mi piacciono le sfide e mi piace fare cose che non rientrano nel gusto medio della gente…”, “…potrebbe finire tutto domani. Non mi fa paura…”.
E’ un uomo brutalmente franco “…in certe situazioni sono un oggetto sessuale, grosso e macho, e sono molto arrogante…” o maliziosamente ambiguo “…ho scritto una canzone intitolata WATC che è una specie di inno e di messaggio, ma non per la pace nel mondo. Va in una direzione diversa…”, talvolta insopportabilmente vano, sempre con autoironia però “…non mi allaccio mai le scarpe da solo. Mai. Non è una cosa che si fa nel rock’n’roll…”
Quando parla di sé e del gruppo è del tutto evidente il suo ruolo di regista dello spettacolo; i costumi da indossare, le luci da usare insomma il come esibirsi e da quella via lo stile da adottare nella musica, possibilmente diverso da un album all’altro ma con un filo conduttore; insomma chiunque vede la sua figura giganteggiare sugli altri tre.
Non sono le capacità come musicista di cui parlo anche se nel comporre era prolifico in modo davvero mirabile, mi riferisco alla sua creatività a tutto campo, dal logo, al nome del gruppo, al modo di stare in scena, al genere musicale, è lui il “deus ex machina” dei Queen “Tendiamo a lavorare meglio se siamo sotto pressione…Siamo pignoli e schizzinosi, e molto, molto esigenti…in ogni nostro album mettiamo molto amore…” Freddie adopera sempre la terza persona plurale “noi” ma in realtà si potrebbe comodamente leggere “io”, o no?
Freddie però ribadisce l’essenzialità della collaborazione con gli altri, la sua necessità “...Queen è una strada a quattro corsie…è un 25 per cento a testa… senza gli altri, io non sarei nulla…” e così via dicendo.
Forse la sua grande intelligenza gli diceva che “Quando c’è una persona troppo forte, gli altri si sentono esclusi e pensano – Questo stronzo è troppo forte, meglio cercarsi un’altra band “.
Parlando di sé è contraddittorio e non solo per il passare degli anni.
Credo che l’aggettivo ‘volubile’ sia quello che gli si addice maggiormente.
“Sono me stesso, e in effetti mi capita spesso di andare dove mi porta il vento…”
A volte nega e afferma lo stesso concetto nell’ambito della stessa frase “Odio scrivere testi. Vorrei che lo facesse qualcun altro…mi piace fare tutto da solo. Sono un’avida puttana.”
L’unico capitolo nel quale non si trovano dichiarazioni contraddittorie è quello che riguarda la relazione con Mary, i sentimenti verso di lei.
Le frasi riportate sono un campionario di quello che qualunque donna vorrebbe sentirsi dire da un uomo, io per parte mia mi accontenterei di una qualunque di esse.
Col tempo, come succede per tutti, sembra aver acquistato in sicurezza di sé “…non penso a me stesso come a una leggenda…Non voglio fare paragoni con nessuno, perché non credo di avere paragoni…”
Lo spirito irriverente e l’auto ironia non lo abbandonano mai “…detto tutto questo…compro anche un sacco di cagate per un sacco di gente. La cosa peggiore è che mi tornano indietro dopo qualche anno!...”
Spicca la sua peggiore peculiarità, annoiarsi di tutto in breve tempo.
Grande qualità nel campo della creatività.
L’annoiarsi velocemente di tutto è quello che lo ha spinto a sperimentare sempre nuovi stili.
Letale al contrario nella vita di tutti i giorni e in special modo in quella sentimentale.
Un carattere impossibile, egocentrico, capriccioso, possessivo, prepotente, intollerante.
Di fondo un insicuro ma con idee chiare e volontà incrollabile a realizzarle…insomma una miscela esplosiva.
Che dire?
Freddie era e rimane una cassaforte chiusa, ci ha fatto sapere solo ciò che ha voluto, il resto, quello che era Farrokh Bulsara, il bimbo solo nel collegio lontano da casa ”…mi sentivo solo, mi sembrava di essere stato rifiutato…”, il ragazzo alle prese con la metropoli occidentale, il giovane persiano dai denti sporgenti, il talento emergente che si dibatte per ottenere l’affermazione nel mondo dei discografici popolato di squali ”…una volta raggiunto il successo, entrano in scena i cattivi…”, il giovane pieno di sogni ma senza una lira ”…ero preparato a soffrire la fame…”, la star emergente bersagliata dalla stampa “…sono molto odiato dalla stampa. Ma anch’io odio la stampa, quindi è reciproco…”, l’omosessuale che vuole vivere come gli pare, senza dare spiegazioni, in un’epoca che ancora non lo permette ”…Non vedevo l’ora di travestirmi da donna…L’idea è venuta a Roger…Se fossi stato io a proporlo, per loro sarebbe stato più difficile accettare quel ruolo…”
Come la musica Freddie non va capito, va solo amato.