I Queen in Italia nel 1984

Settembre 1984 – Settembre 2009: QueenItalia celebra il 25esimo anniversario degli unici due concerti dei Queen in Italia (14 e 15 settembre 1984. Milano, Palazzo dello Sport) con alcuni contributi esclusivi!

Intervista ad Enrico Rovelli
Storico manager e promoter italiano, ha lavorato per molti artisti, stranieri ed italiani, organizzando alcuni degli eventi Live più importanti mai fatti in Italia.
Fu lui ad organizzare i due concerti milanesi dei Queen del 14 e 15 settembre 1984, le uniche due esibizioni dal vivo della band nel nostro paese durante la loro carriera

Servizi radiofonici, da Radio Rai Stereo 1 (dal nostro canale YouTube)
Abbiamo recuperato l’audio originale dei 4 servizi di Rai Stereo 1 che, nei giorni dei concerti, si collegava con l’inviato a Milano, Augusto Sciarra. Quanta disinformazione sulla band in quegli anni, in Italia! Quattro reperti storici che vi consigliamo di ascoltare con attenzione…
Thanks to Davide Traversi.

La storia

Nel settembre 1984 i Queen suonarono per due date consecutive (14 e 15) a Milano, per quelli che sono gli unici due concerti della band al completo in territorio italiano.

Già nel febbrario dello stesso anno i Queen si erano esibiti per due volte sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, presentando all’omonimo festival il nuovo singolo di quell’anno, Radio ga ga.

Cerchiamo di rivivere quei fantastici ed incredibili giorni attraverso le testimonianze dell’epoca.

Milano, Palazzetto dello Sport, 14 e 15 settembre 1984

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Il palazzetto dello Sport di Milano in alcune fotografie originali di quegli anni (’80) che abbiamo ritrovato.
Fu proprio l’avveneristica (per l’epoca) forma del suo tetto a farlo crollare sotto la famosissima “nevicata del secolo”. Le immagini di seguito testimoniano proprio i danni subiti dalla struttura in quel di Gennaio del 1985.

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Nella foto in alto, il Palasport danneggiato: si vede la parte dello “spicchio” centrale dove la struttura aveva ceduto.
Nella foto in basso, spalatori al lavoro nei giorni successivi la nevicata, davanti la struttura.

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Nella piccola immagine qui sopra invece, si vedono i danni al Palasport causati dalla nevicata del 1985 visti dall’interno. Il Palazzetto era stato appena realizzato accanto allo Stadio di San Siro. Anche qui (come al velodromo Vigorelli, dove cedette la tettoia) il danno era soltanto a una parte della copertura: sembrava una ferita grave ma guaribile. Invece l’intera struttura è stata poi abbattuta e mai più ricostruita.

Il concerto dei Queen – I racconti di chi c’era

Luca Ferrari

Venerdì 14 e Sabato 15 Settembre 1984,

La grande Milano vede i leggendari Queen al palazzetto dello sport, ricordo bene molti dettagli ma sono passati tanti anni.

Al tempo avevo 17 anni e per me stava per realizzarsi un sogno, ricordo che li ascoltavo già da quando avevo 12,13 anni, me li fece scoprire casualmente il mio fratellastro Ivano.
Fu good old fashoned lover boy a folgorarmi, tengo custodito gelosamente quell’album (A Day At The Races), lo comprò mio fratello Roberto, credo quando uscì nel ’76, guai a chi lo tocca anche se è praticamente semidistrutto.

Era bello ascoltarlo sul giradischi di casa ammirando qualsiasi dettaglio delle immagini all’interno, per anni ho ascoltato solo A day at the Races, d’altronde ero all’oscuro dell’esistenza di altri album dei Queen. Non finirò mai di ringraziare i miei fratelli per avermi dato l’opportunità di scoprire la più grande band al mondo…

Venerdì 14 settembre.

Lavoravo già da un paio d’anni in un negozio di abbigliamento in zona fiera (a Milano), ma in quei giorni non pensavo ad altro che a loro, i QUEEN, avevo in tasca i biglietti di tutte e due le serate che avevo pagato la bellezza di 14 mila lire l’uno più prevendita, non ridete, al tempo mi ero bruciato la paghetta di quasi un mese!
Ricordo che dopo il concerto dovetti farmi regalare la sciarpetta dalla ragazza con cui stavo, non avevo più una lira, mio fratello Roberto che ora ha 48 anni mi comprò il libro “Noi siamo i Campioni” di cui posseggo ben 2 copie, una usuratissima a furia di essere sfogliata ed una nuova di zecca trovata un paio di anni fa al mercato delle pulci di Corsico (MI), che colpo di culo!

Adesso vi faccio impazzire… Nello stesso mercatino ho trovato anche il Tour Poster della data di Milano, appena l’ho visto stavo per avere un orgasmo, super colpo di culo!!

Il bello che avevo già quel poster, lo staccai in corso Lodi qualche giorno prima del concerto, il mio amico Paolo Calvano staccò addirittura la versione enorme, chissà se ce l’ha ancora…
Poi la mia matrigna mi buttò sia il poster che la sciarpetta, e pure le timberland da paninaro!

Torniamo al concerto… Ovviamente chiesi di uscire un’oretta prima dal negozio, mi trovai con mio fratello, la tipa e altri amici con cui lavoro tuttora, eravamo in 6 o 7.
Il palazzetto che poi crollò per la nevicata dell’85 si trovava proprio di fronte allo stadio di San Siro, non ricordo se ci andammo a piedi o in metrò ma ricordo molto bene lo stato d’eccitazione in cui ero.

Ero vestito con un jeans anni 70 del mio amico Paolo, avevo cucito sulla coscia una pezza dei Queen viola, indossavo una t-shirt nera con su la copertina di Live Killers e una volta arrivati li mi feci disegnare una Q sulla guancia.

Una volta arrivati entrammo subito e io mi piazzai ovviamente il più vicino possibile alla transenna sotto al palco.

Si scorgevano le enormi ruote dentate e lo sfondo di Metropolis, i miei amici erano rimasti defilati per non rimanere nella ressa dei fans…

E lo spettacolo ebbe inizio…

L’ emozione e l’ansia che provai prima che iniziasse il concerto fu grande, devo infatti concentrarmi per ricordare i momenti e le emozioni. Non sono uno che diventa matto nel notare questa o quella versione di Keep Yourself Alive piuttosto che l’assolo diverso in Liar, sinceramente in quei momenti non capivo veramente nulla!!!

Non chiedetemi cosa ricordo della scaletta del 14 o del 15, posso per descrivere le facce della gente che esprimevano le mie stesse emozioni. Era come stare in mezzo ad una grande famiglia, percepivo che le persone che mi stavano attorno provavano le stesse cose che provavo io, sapevo che era gente cresciuta a pane e Queen, vedevo la differenza tra chi era li per radio ga ga e chi era li perch amava il gruppo, si vedeva lontano un miglio che i fans di vecchia data non aspettavano altro, che erano li per realizzare un sogno, il termine pi giusto per descrivere l’atmosfera che regnava prima, durante e dopo l’evento “intimit”.

Se non ricordo male la stampa usò questo termine per descrivere l’atmosfera… E le luci si spensero.

Tutto iniziò con l’intro di Machines. Penso che tutti voi abbiate in casa un bootleg di quei due concerti, lascio a voi immaginare l’energia che sprigion la loro performance e tutto il casino sotto al palco, ricordo che la scaletta era fatta su misura per un pubblico che per la prima volta assisteva a un concerto dei Queen.

Era la prima volta che suonavano in Italia quindi era giusto proporre una scaletta che comprendesse un po’ tutto, pezzi famosi, vecchi e nuovi, erano molti i brani sconosciuti ai molti presenti quelle sere. Come gi detto lascio a voi vivere la musica di quelle due serate ascoltando le miriadi di edizioni pirata uscite nel corso degli anni, preferisco continuare a descrivere quello che ho visto e provato al di fuori della musica.

Prima che mi dimentico vi racconto una cosa che per chi non capisce mi scambierà per un feticista.

Come dicevo la prima serata la seguii molto vicino al palco e durante un guizzo di Freddie partirono delle gocce di sudore che colpirono il mio viso e qualcuno accanto a me … Estasi..

Lo so lo so, cosa volete che vi dica!!!

E le luci si riaccesero con grande sconforto del pubblico ma con la consapevolezza di poter un giorno dire “io c’ero”..

Alex Macinante

Io ero al concerto del 14, insieme a mio fratello (che è di dieci anni più grande). Premetto che stato lui a iniziarmi due anni prima ai Queen, con ascolti (piacevolmente) ripetuti di Greatst Hits e Live Killers.
Fu già una grande emozione per noi poterli vedere in tv in diretta a Sanremo (ci sembrava quasi di averli nel salotto) e i nostri genitori, forse avventatamente, ci promisero che, se mai un giorno i Queen fossero venuti in Italia, ci avrebbero permesso di andare a vederli.

Inutile dirvi la gioia che provai quando un giorno d’estate mio padre tornò a casa dicendo di aver visto a Milano dei manifesti dei Queen in concerto! Avevo solo dieci anni, i miei mi permisero di saltar scuola, e all’alba mio padre ci caricò sul suo camion e ci portò a Milano.
Ricordo che passammo la tarda mattinata in un prato vicino al palasport, poi nel primo pomeriggio ci mettemmo in fila. Non c’era molta gente, ma si affollò presto. Mi ricordo un gruppo di ragazzi che con una bomboletta preparava uno striscione con scritto “You will rock us”, ed un sosia di Freddie che si aggirava lì davanti a curiosare tra le bancarelle degli ambulanti e il cocco fresco. E’ stato lì un bel po’ aspettando che magari qualcuno gli chiedesse l’autografo, ma nessuno è caduto nella “trappola”!

Purtroppo la sicurezza tardò molto nell’aprire le porte, e allora a un certo punto i presenti, esasperati, hanno iniziato a spingere furiosamente. Devo dire che stata l’unica nota negativa della giornata, è stato un brutto quarto d’ora e ho avuto veramente paura. Fortunatamente mio fratello e un ragazzo di Firenze mi fecero da scudo (ero senza dubbio uno dei più giovani presenti) e a un certo punto i cancelli vennero aperti. La folla era talmente pressante che, dopo un primo timido tentativo di controllo, gli addetti alla sicurezza fecero scorrere il flusso senza quasi nemmeno staccare i biglietti.

Ricordo la scalinata che portava agli spalti, ricordo che ci sedemmo sul pavimento a pochi metri dal palco, sul lato destro. Rimasi stupito davanti alla scenografia e alle ruote dentate, e ricordo bene anche la musica d’attesa diffusa per il palazzetto (sul giornale era annunciato un gruppo di supporto, ma non suonò nessuno).

A un certo punto, il buio, e tutti in piedi, e di nuovo spintoni. Ricordo il fumo, le luci, le teste di Freddie e di Brian, l’emozione. Per il primo quarto d’ora ruscimmo a stare in seconda/terza fila, ed avere Freddie  che cantava a pochi metri da noi. Una gioia indescrivibile!
Però ad un certo punto gli spintoni, e l’odore di fumo, e la gente (giustamente , direi ora) esaltata fece decidere a mio fratello che era meglio, per la mia incolumità, che ci spostassimo un po’ più indietro. Seguimmo allora il concerto da qualche metro più indietro e di lato.

Anche se non conoscevamo tutte le canzoni, ce lo godemmo per bene e con un’ottima visuale. Ricordo che mio fratello mi gridava nell’orecchio per tradurmi i discorsi di Freddie e Brian (mi rimase impresso quello di Brian prima di Love of my life. Ricordavo che era in inglese, e quando nel 1992 comprai il bootleg “We will love you”, che si spacciava per il concerto del 14, sentendo il discorso di Brian in italiano capii che la data sul cd era sbagliata. Allora la fan community si contattava solo via fanzines o lettere, ma credo che questa segnalazione contribuì alla ricerca della vera data del 14 tra i collezionisti).

Non smetterò mai di esser grato a mio fratello per avermi portato, ma al contempo lo odio perchè proprio sull’esplosione del reprise di Bohemian Rhapsody mi ha coperto gli occhi con una mano per proteggerli (temeva che diventassi cieco!!!)… Insomma, il momento pirotecnico più favoloso del concerto non l’ho visto!

Comunque, i miei momenti favoriti furono Radio Gaga, con gli ingranaggi sul retro del palco in piena funzione e il pubblico TUTTO a battere le mani, We will rock you/We are the champions con Freddie imparruccato e tutta la folla ad agitare le mani in aria, e ovviamente le tette finte di I want to break free (avevamo visto il video solo la settimana prima in tv e ci aveva a dir poco sconvolto!).

Su God save the queen, ricordo il gruppo che veniva sul fronte del palco, Freddie con la bandiera italiana, e io a fare ciao con la mano, ormai troppo lontano perchè potesse vedermi (nei bis ci eravamo spostati sul fondo del palazzetto, in modo da poter uscire prima che si riversasse la folla).
Ricordo anche che rimasi deluso da due cose: che non avessero suonato Bicycle race o Fat bottomed girls (che all’epoca erano tra i miei pezzi preferiti) e che il palazzetto non fosse pienissimo (anche se i diecimila presenti facevano casino per 100.000!!!).

Insomma, sembra ieri.

E’ stato il primo concerto della mia vita, e sono felice di poterlo raccontare, perchè i Queen sono stati una parte fondamentale della mia educazione musicale. Sembra ieri anche quando la fanzine We will rock you mi chiese di scrivere un report per il decimo anniversario del concerto nel ’94 (e poche settimane dopo ero a vedermi Roger al City Square… Ma questa è un’altra storia), report che per all’epoca non venne pubblicato perch le news su Roger erano tante e tennero gran parte del numero.
Per lo pubblicarono per il ventennale (e poco dopo scattò il tour Queen + Paul Rodgers).

La cosa bella che ogni volta sembra che dopo una ricorrenza importante di questo concerto succede qualcosa di succulento nel pianeta Queen. Il tempo scorre un po’ troppo in fretta, sfoca i ricordi, e quindi è bello poterli condividere e rivivere. Grazie QueenItalia!

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Il biglietto della prima sera, 14 settembre. Immagine (c) Alex Macinante

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Il biglietto della seconda data, 15 settembre. Immagine (c) QueenMuseum.com

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Il rarissimo Tour Poster delle date di Milano. L’immagine (il poster fotografato è di Luca Ferrari, l’autore del racconto) è stata presa dal n 44 (feb 2005) della fanzine del FC We Will Rock You.

La stampa

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Ciao2001, 23 settembre 1984

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Ciao2001, 30 settembre 1984

RADIO GA GA resta nella classifica dei 10 single più venduti in Italia per 13 settimane, dal 03 Marzo al 26 Maggio 1984.
Entra direttamente al 3° posto nella settimana del 03/03/1984, sale al secondo la settimana successiva per poi ridiscendere fino alla 4° posizione a partire dal 17/03/1984 dove resterà per 3 settimane.

Da qui la discesa in classifica fino a sparire dalla Top Ten Single a partire dalla settimana del 26 Maggio.
The Works, l’album di quell’anno e di quel Tour, risulta essere il 37° album più venduto in Italia nel 1984.

La posizione più alta raggiunta in classifica quell’anno è stata la 4°.

Tutte le foto presenti nella gallery qui sopra sono state scattate alla conferenza stampa precedente all’apparizione dei Queen al festival di Sanremo e sono proprietà di Eleonora Pradella (http://digilander.libero.it/elefoto/), la quale ha gentilmente concesso a QueenItalia il permesso di poterle riprodurre sulle proprie pagine.

Un grazie infinito a questa nostra cara e fortunatissima amica!

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