QueenItalia & Mondadori: Freddie Mercury. Parole e Pensieri.

fmercury_bookFREDDIE MERCURY. Parole e pensieri è a versione italiana di “A Life In His Own Words”, curata da Mondadori con la consulenza di QueenItalia!

La storia: come è nata la collaborazione con Mondadori
Ale, webmaster di QueenItalia, racconta come è nato il progetto..

Finalmente ci siamo! Dopo un anno e mezzo, ora finalmente, posso raccontarvi un pochino cosa successo…

Ottobre 2006: esce in Inghilterra, come parte delle celebrazioni del 60esimo compleanno di Freddie, il libro “Freddie Mercury, A Life In His Own Words” di Greg Brooks e Simon Lupton.

Come recita la prefazione, non un libro SU Freddie, ma un libro DI Freddie. I due autori hanno raccolto tutta una serie di interviste, stralci di esse, in cui Freddie Mercury espone il suo punto di vista su tutto, dalla sua musica a quella con i Queen, dal suo modo di vivere “sregolato”, al suo carattere, ai suoi amori e la sua vita privata.

Non quindi la solita biografia, scritta da qualcun’altro…
E’ un libro scritto da Freddie, in circa ventanni.

A pochi giorni dall’uscita in inghilterra, sul nostro forum nasce l’idea di TRADURRE tutti insieme il libro, visto che edizioni in lingua locale stavano già uscendo in Spagna, in Francia, Russia se non ricordo male…
Mentre dell’Italia nemmeno l’ombra.
E così se ne parla, si raccolgono le adesioni…

Fabiola (Fenice sul nostro ex forum) fa da coordinatrice, ogni ragazzo che ha dato la sua disponibilità riceve (se non ha già acquistato l’edizione inglese) un capitolo da tradurre; una volta raccolto Fabiola e Nia (niravi2002) fanno da “correttrici” ufficiali, se riscontrano delle differenze ne parlano con “l’autore della traduzione” e si cerca di arrivare ad un punto di incontro.

Coinvolti in tutto, una quindicina di ragazzi membri di QueenItalia.

Pronto un capitolo (tradotto e corretto), lo si manda a Cristina Morello (non della community ma molti di voi la conoscono per aver collaborato, con Fabiola Montanelli, alla stesura de “Il Canto della Fenice”) che pensa ad impaginare bene il tutto in “formato editoriale”, con gli spazi giusti, gli interlinea etc.
Questo perchè? Perchè originariamente si voleva fare una sorta di “autopubblicazione”, insomma si voleva condividere il tutto con il forum….

Ma, andiamo avanti…

Mentre i lavori procedono (nottate su capitoli fotocopiati o faxati, dizionario alla mano, chi a fare la sua traduzione, chi a correggere quelle degli altri…) io, che resto a disposizione del “gruppo di coordinamento” formato da Fabiola, Nia e Cristina per un confronto su cosa fare in determinati casi, cosa dire, quanto aspettare, etc etc, comincio a progettare in che modo muovermi per far si che questo lavoro (mastodontico se pensate alle persone coinvolte ed al tempo speso) possa avere uno sbocco “ufficiale”.

Ci credevo parecchio, che quello che stavamo facendo ci avrebbe portato ad un risultato che andasse oltre la semplice condivisione su un sito.

13 Novembre 2006: La traduzione è finita.

Tutti i ragazzi che hanno dato la loro disponibilità, hanno tradotto i capitoli assegnati – chi più chi meno – Fabiola e Nia hanno ormai le occhiaie a furia di correggere a lume di candela… Chi è membro della community conosce la loro precisione, meticolosità…

Per tutto questo, ragazzi, capite perchè ci credevo davvero?
Bene ma ora… Che fare con le “bozze” pronte per la stampa, della nostra traduzione?

Decidiamo, per il momento, di non mettere su internet il tutto… Ci saremmo bruciati ogni tipo di coinvolgimento, nel caso qualche editore fosse interessato alla pubblicazione.

E non facile prendere una decisione del genere, quando giustamente i ragazzi che hanno partecipato alla traduzione vorrebbero avere il risultato del loro lavoro… Rischiamo di passare per quelli che “si tengono tutto” ma, dopo qualche discussione con il gruppo di coordinamento, decido (decidiamo) che un rischio che vale la pena correre.

Iniziano quindi i contatti, piuttosto regolari, via mail con Greg Brooks, l’archivista dei Queen e autore con Simon Lupton, del libro.
Racconto a lui tutta la storia di questo progetto, parlo di come sia la prima volta che dei ragazzi di una community sul web si impegnano così tanto e che la traduzione venuta benissimo.
Lui resta davvero impressionato di tutto il lavoro fatto e descritto, mi promette di darmi una mano, di sentire l’agente della Mercury Songs che segue le vendite delle pubblicazioni all’estero e ne parlerà direttamente anche a Jim Beach.

Consiglierà loro, se mai ci fosse in progetto di pubblicare il libro in Italia, di prendere in considerazione la nostra traduzione. Il tutto però, si sarebbe limitato a questo. Greg Brooks mi ha confermato infatti che una volta che i diritti del libro vengono acquistati, lui avrebbe avuto davvero poca voce in capitolo.

E così… Passano circa 6 mesi di silenzi, di risposte del tipo “si, il management è interessato a pubblicare anche in Italia ma non trova l’editore”… etc etc.

Intanto, inviamo il nostro lavoro a Davide Traversi del FC ufficiale italiano.

Dopo qualche settimana ricevo una mail in cui ci viene fatto sapere, che Jim Beach ha chiesto espressamente di fare in modo di NON divulgare il nostro lavoro.
Questa notizia ci lascia un pò perplessi: da una parte pensiamo che allora, ufficialmente, Jim Beach al corrente di ciò che abbiamo fatto (credo di dover dire grazie a Brooks ed a Traversi per questo) e la cosa ci fa piacere… Dall’altra crediamo che se ci viene detto espressamente di non divulgare, vuol dire che ci sono buone possibilità che loro stiano già trattando con qualche editore.

Così, ci convinciamo di continuare a tenerci il lavoro “per noi” senza condividerlo sul forum, ma il silenzio (in merito ad eventuali editori interessati) continua…

Continua fino a quel Maggio 2007 quando decisi che era giunto il momento di smetterla di aspettare “loro” (il management) e di agire, noi da qui.

Così pensai…. Cominciamo a provare a bussare a qualche porta… Cominciamo dai “grandi”…

E il primo editore che mi è venuto in mente è stato Mondadori.
E così è cominciato il percorso che ha portato alla pubblicazione del libro…

Li ho contattati, ho spiegato chi eravamo, cosa abbiamo fatto. Si son subito dimostrati interessati, hanno voluto sapere tutto nel dettagli, siamo sempre rimasti in contatto…

Apprendo così che a seguito della nostra segnalazione, hanno preso in esame l’idea di acquistare i diritti del libro inglese… E dopo un mese (giugno 2007) ricevo la tanto attesa conferma:
Mondadori ha acquistato i diritti per la pubblicazione in italiano del libro“.

Comincio a parlare con tante persone diverse, redattori, editor, responsabili di progetto.. Ci chiedono la nostra traduzione, vogliono leggerla e vedere se “pubblicabile”.

Passa quasi un anno, fatto ancora di silenzi, di illusioni e di delusioni: all’inizio sembrava che davvero potesse essere presa in considerazione la nostra traduzione…

Invece dopo poco ricevemmo la conferma che il libro sarebbe stato tradotto da professionisti Mondadori (quindi che non sarebbe stato pubblicato il nostro lavoro direttamente) ma che (e qui la sorpresa) la nostra community sarebbe stata coinvolta comunque…
Avremmo avuto il compito di leggere e CORREGGERE le bozze prima che queste fossero andate in stampa…

Avremmo dato, in sostanza, l’ultimo sguardo al libro, avremmo dovuto fare in modo che la loro traduzione fosse la più giusta possibile…
Ed ovviamente non si parla di “grammatica” ma del “senso del libro” che solo un fan può conoscere.
Che onore per noi!

Ma ancora non possiamo dire nulla sul forum… Sono tutti accordi “verbali” o al massimo via mail…
Sapete non c’è un contratto, non c’è una data effettiva di pubblicazione… E non ci sarebbe stata, questa data, fino ad un mesetto fa.

Si, avate capito bene. Da Maggio 2007 (primo “contatto” con Mondadori) fino ad Aprile 2008. Quasi un anno in cui non sapevamo bene cosa fare, in cui più di una volta si è discusso (io, Fabiola e Nia) se mettere tutto on line o no…
Le ragazze erano abbastanza convinte di farlo… A loro dispiaceva molto che i ragazzi che contribuirono alla traduzione, non avessero in mano il risultato del loro lavoro…

Ma io, che sono più cattivo, resto dell’idea che a questo punto, a costo di aspettare altri due anni, il lavoro non sarebbe andato in rete.

E finalmente il mese scorso (aprile 2008) ricevo la telefonata definitiva…
“La pubblicazione del libro è prevista per fine giugno, settimana prossima ti mandiamo le bozze. Devi ridarcele entro una settimana”

Sale l’adrenalina… Ricevo le bozze, in giornata faccio le fotocopie e le invio (postacelere) a Fabiola e Nia. Cominciamo a dargli un occhio… E’ un ottimo lavoro, di base… Ci sono delle correzioni da fare, sbagli tipici di chi conosce benissimo l’inglese, ma per nulla la storia di Freddie e dei Queen…

Dopo solo qualche giorno siamo pronti… Telefonate interminabili per confrontarci con le correzioni, e via, a restituire le bozze. Insistiamo con Mondadori su due punti in particolare:

Il titolo
Originariamente il titolo doveva essere I WANT IT ALL.

Discutiamo con Mondadori e glie lo sconsigliamo vivamente perchè I WANT IT ALL non c’entra nulla con Freddie. Non è una canzone sua, e non è nemmeno una frase che gli appartiene. Ne suggeriamo altri (Living On My Own, Freddie Mercury vi racconto la mia vita, etc…) sperando che li prendano in considerazione.

Pensiamo sarebbe un peccato avere un libro DI Freddie, rivisto dai fan, con quel titolo li. Loro sembrano piuttosto inamovibili su questo punto…

Ma vista la fiducia che ci hanno dato, visto i complimenti ricevuti alla riconsegna delle bozze, visto la “professionalit” dimostrata..
D’accordo con Fabiola e Nia, mi permetto di insistere.

E alla fine…

I ringraziamenti
Altro punto cruciale su cui abbiamo battuto non poco, per giungere alla fine alla sperata conferma…

Partendo dal presupposto che nessuno di noi avrebbe avuto un compenso per il lavoro svolto, era mia (e nostra) prerogativa fare in modo che tra i ringraziamenti alla fine del libro NON comparisse un generico “Grazie a QueenItalia per la consulenza” ma che comparissero TUTTI I NOMI E COGNOMI dei ragazzi che parteciparono al progetto originale, quello della traduzione…

Anche se poi questa traduzione è non stata utilizzata e la “consulenza” consisteva nella correzione delle bozze finali da parte mia, di Fabiola e di Nia.

Ma la verità è che… Partì tutto da li. Dal progetto della nostra traduzione. Da quell’entusiasmo. Da quella disponibilità. E questo andava riconosciuto.

Così, proponiamo noi la nostra versione di credits, un grazie alla community ed uno “particolare” al gruppo di coordinamento, più uno “per il loro contributo” a….. (tutti i ragazzi coinvolti.)

Non stato facile farci confermare questa versione, anzi… Siè rischiato di passare per “troppo insistenti” rischiando quasi di rovinare il bel rapporto di collaborazione creatosi tra noi e “loro” ma alla fine….

Il risultato sotto gli occhi di tutti, nelle ultime pagine del libro.
Libro che ora si intitola “Freddie Mercury. Parole e Pensieri” e che trovate in tutte le librerie, edito da Mondadori, a partire dal 24 giugno 2008.

E, ufficialmente, anche grazie alla consulenza di chi ci ha creduto e ci ha lavorato.

E grazie allo spirito di collaborazione che regna(va) in quel periodo in questa community. Spirito che io vedo ancora, dopo l’iniziativa di Vinilmania, spirito che io respiro di nuovo…
E che, mi auguro, ci porti ancora a lavorare insieme a nuovi progetti importanti.

Se avete avuto la pazienza di leggere fino qui, fatemi dare un abbraccio e dire un profondo GRAZIE a Fabiola fenice, Nia niravi2002, Cristina, Alessia blondedrummer, Andrea skizzo, Annarita bau, Daniele queen_wwry1980, Giancarlo rallyman, Giovanni no-queen?no-life, Giulia teotorriatte, Ilaria moshy, Laura lily, Nicoletta mercurystar e Sara sara…

Senza di voi Freddie Mercury non avrebbe “parlato” anche italiano!

Rock on!

Ale, admin QueenItalia.it

FREDDIE MERCURY, Parole e pensieri
Solo su QueenItalia, courtesy of Mondadori, qualche passaggio tratto dal libro.

Prefazione di Jer Bulsara, madre di Freddie.

Questo libro è dedicato al mio ragazzo, Farrokh Bulsara. Naturalmente, il mondo l’ha conosciuto più come Freddie Mercury. Ma in nessuna circostanza della sua vita lui ha mai smesso di essere un figlio e un familiare amorevole e affettuoso.

Mi manca enormemente, ma grazie alla sua musica non è mai lontano da me. Il talento e l’intelligenza di quest’uomo unico – e di questo figlio così amato – faranno si che il suo ricordo viva nelle generazioni future.

Spero davvero che vi piaccia leggere le sue parole, perchè mettono in luce l’uomo meraviglioso che era.

Il Sogno Perfetto
Capitolo primo.

Non diventerò una stella, diventerò una leggenda! Voglio essere il Rudolf Nureiev del rock ‘n’ roll!

Agli inizi ero preparato a soffrire la fame, e in effetti l’ho sofferta, ma poi ce l’ho fatta. Devi credere in te stesso, non importa quanto tempo occorre.

Quando i Queen si formarono, tutti noi avevamo come obiettivo il Top della scena e nessuno si sarebbe accontentato di niente di meno. Devi avere un bel po’ di fiducia in te stesso per riuscire in questo ambiente. Dire che non ne hai bisogno non serve a niente.
Se uno comincia a pensare “Forse non sono bravo abbastanza, forse è meglio che mi accontenti delle ultime file”, allora meglio smetterla. Noi avevamo assoluta fiducia in noi stessi. Bisogna averla. Devi avere una sorta di presunzione, un sacco di fiducia e determinazione assoluta, e poi naturalmente tutte le altre qualità che occorrono, come la musica.
La presunzione è una cosa ottima quando si comincia, nel senso che devi ripeterti che diventerai il gruppo numero uno, non il numero due.
Noi ce l’avevamo dentro, questa presunzione. E avevamo anche un ego enorme.

Questa l’unica vita che fa per me
Capitolo 13

Ci sono mattine in cui mi sveglio e penso: “Mio Dio, oggi vorrei non essere Freddie Mercury!”. Sono sotto i riflettori, che mi piaccia o no, ma non voglio che tutto quello che faccio venga reso pubblico. Sono della Vergine, sono come Greta Garbo, voglio essere lasciato in pace.
Sono un po’ eremita, ma non è un atteggiamento studiato ad arte. Mi piace rimanere da solo e chiudermi in casa con i miei amici, ma detesterei stare su un’isola deserta. Lo odierei. Mi piace avere gente intorno, ma mi piace che succeda nel MIO spazio.
Faccio venire da me tutti i miei amici e forse è una cosa molto egoista, ma per me è un meraviglioso regalo.

Ho bisogno di essere circondato: di gente, ma anche di oggetti, anche solo da opere d’arte. E quindi ne colleziono molte, e la mia casa è piena di bellissime opere d’arte e d’antiquariato giapponesi. E’ questo anche il motivo per il quale voglio tanti pesci e tanti gatti.
Immagino sia un atteggiamento da timido, in qualche modo.

Ero anche un bambino precoce e i miei genitori pensarono che il collegio mi avrebbe fatto bene. E quindi, a circa sette anni, fui mandato per un periodo in un collegio in India. Fu uno sconvolgimento che, credo, ha dato i suoi frutti.

Mi affido al destino
Capitolo 20

Qualcuno si accontenta di arrivare secondo, io non posso. La vedo come una sconfitta.
Se hai assaggiato il gusto di essere il numero uno, allora il numero due è non abbastanza saporito.

Davvero non vorrei sapere come sarà la situazione fra ventanni. Sarebbe bello se allora la gente comprasse ancora i nostri dischi. Ma detesterei farli solo per venderli e guadagnare soldi.
Facciamo musica perchè mi interessa e se non mi interessasse più mi metterei a fare qualcos’altro. Mi piace sperimentare nuove strade, e per ora c’è molto che possiamo fare nell’ambito dei Queen.
Pu darsi che un giorno mi dica: “Con i Queen ho fatto abbastanza, adesso farò qualcos’altro”, ma non saprei proprio dirvi se questo succederà domani o nel giro di due anni o di altri dieci.
Aspettiamo e vedremo.

Prego di non prendere l’AIDS. Ce l’hanno così tanti miei amici… Alcuni sono morti, altri non camperanno tanto a lungo. Sono terrorizzato all’idea di poter essere il prossimo. Subito dopo aver fatto sesso penso: “E se fosse questa la volta? E se adesso il virus è nel mio corpo?” Salto nella doccia e cerco di sfregarmi per pulirmi, anche se so che non serve.

Quando ho saputo di alcuni amici che sono morti di AIDS mi sono sentito totalmente sconvolto. Mi ha fatto capire la gravità del morbo. L’ho imparato nel modo più doloroso. E per i giovani è molto più dura.
Giorni fa pensavo che noi siamo stati fortunati ad aver corso la cavallina quando l’abbiamo fatto, ma loro stanno appena cominciando. E’ un problema che i giovani devono affrontare seriamente.

So che verrà il momento in cui dovrò smettere, ma la musica sarà sempre il mio interesse principale, quindi dovrò pensare a quello che potrò fare.
Non voglio finire la mia vita nei panni di una rockstar. Forse potrei dedicarmi alla produzione discografica, o continuerò a scrivere canzoni – perchè può anche essere che uno non abbia più la forma fisica sufficiente per correre su e giù per un palco, però può comunque scrivere canzoni.
E dunque, in un modo o nell’altro la musica avrà sempre un ruolo nella mia vita.

Quanto sopra (c) Mondadori.

Rassegna stampa
Recensioni e pubblicità sulla carta stampata.

Il Corriere Adriatico: “Freddie Mercury – Tutto in un libro” – 25 giugno 2008
Il Secolo d’Italia: “In un libro i pensieri di Freddy Mercury” – 25 giugno 2008
Il Trentino Alto Adige: “Ecco la vita spericolata di Freddie Mercury”
Il Corriere della Sera: “Freddie Mercury: il “fratello rock” di Luchino Visconti” – 25 luglio 2008

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