Record Collector, The story of Queen’s BBC sessions, Giugno 2001

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Articolo di Greg Brooks (archivista dei Queen) tratto dalla rivista inglese RECORD COLLECTOR del Giugno 2001
(clicca sulle miniature per vedere l’immagine in alta risoluzione)

Sono passati undici anni da quando due delle “BBC sessions” dei Queen sono state pubblicate su cd (“Queen At The Beeb, 1989” ndt).Ne restano ancora 4 chiuse negli archivi; vedranno mai la luce del sole?

Tra il Febbraio del ’74 e l’Ottobre del ’77, i Queen registrarono 6 sessioni radio per la BBC. La prima e la terza vennero rilasciate nel 1989 dalla “Band of Joy” su LP “Queen at The Beeb” (uscito di nuovo in altri formati e con un altro titolo, “Queen at the BBC” negli USA nel ’95), ma le restanti 4 sessioni, sebbene circolino ampiamente sul mercato dei bootleg, non sono mai state pubblicate ufficialmente. Inevitabilmente, sono diventate uno degli argomenti più discussi dell’intero archivio dei Queen. Dunque: cosa di preciso contengono le restanti 16 registrazioni, e vale davvero la pena che siano rilasciate al pubblico? In breve: si.

La parte più grossa del materiale non ancora edito (che comprende pezzi da QUEEN II, SHEER HEART ATTACK e NEWS OF THE WORLD) è significativamente diversa rispetto a quanto già conosciamo. E’ vivace, potente, piena di energia e ci fa scoprire i Queen durante il loro periodo più ispirato ed energico. Sebbene un seguito di “Queen at the Beeb” sembrava dovesse uscire nel 1990/91, il progetto fu accantonato – non ultimo a causa della prematura scomparsa di Freddie Mercury nel novembre del ’91. Il materiale della BBC, quindi, presumibilmente farà il suo debutto ufficiale all’interno dell’imminente “Queen Rarities” set – un box attualmente in lavorazione, ma di cui non è ancora stata definita né la forma né la struttura. Dopo il sontuoso ed onnicomprensivo solo box set di Freddie Mercury, rilasciato l’anno scorso, una simile impresa è in corso al fine di riunire in un unico prodotto le rarità e gli outtakes. Tutto ciò può essere possibile solo quando l’intero contenuto degli archivi dei Queen sarà noto, ed ora che questo compito mi è stato ufficialmente dato (è dal 1998 che sono al lavoro ad esaminare gli archivi), le BBC sessions potrebbero avere lo spazio necessario per il loro atteso debutto. Al fine di conoscere bene queste registrazioni, facciamo ora un viaggio all’indietro di un quarto di secolo, a quei giorni ormai andati fatti di unghie smaltate, tacchi e mantelli di Zandra Rhodes: quello che per molti fans è il periodo più emozionante della storia dei Queen. I primi anni 70. A prescindere dal fatto che la prima e la terza sessione sono state già pubblicate nel Dicembre del 1989, mi sembra logico partire ad esaminare tutte le sessions in ordine di tempo.

SESSION 1
5 feb 1973 Langham 1 Studio, Londra
My Fairy King – Keep Yourself Alive – Doin’ All Right – Liar

All’inizio del ’73, i Queen avevano percorso il circuito dei live già da quasi due anni (grosso modo una quarantina di show alle spalle) e da questa prima sessione si capisce chiaramente come sarebbero presto diventati dei performers “live” esperti e completi. Nonostante furono “prenotati” solo per una sessione, la reazione degli ascoltatori di Radio 1 fu tale che la band fu invitata di nuovo altre 5 volte. Mentre i Queen avevano firmato un contratto di registrazione con la TRIDENT, non avevano ancora siglato nessun accordo per la distribuzione del loro materiale quindi queste sessioni per loro erano una grossa opportunità di mostrarsi e farsi conoscere a livello nazionale. Bernie Andrews produsse questa prima sessione, accompagnato dall’ingegnere del suono John Etchells (che qualche anno dopo lavorò su “Live Killers”). Per la maggior parte, il materiale uscito da questa prima sessione è molto simile a quello che venne poi pubblicato nell’album di debutto della band, QUEEN, rilasciato dalla EMI il 13 luglio del 1973.

La senza tempo “My Fairy King” di Freddie ha un suono più semplice e generalmente meno elaborato di quello che poi è stato pubblicato sull’album. La prima voce e i cori sono più puliti, ed anche il pianoforte di Freddie appare più definito. Una voce quasi eterea rende questa canzone una delle performance più sottovalutate. “Keep Yourself Alive” (che diventò il primo singolo della band, il 6 luglio) e la scartata del periodo pre-Queen (May e Staffel all’epoca degli SMILE) dal titolo “Doin’ All Right” sono state più o meno riprodotte pari pari sull’album di debutto (anche se quest’ultima vede Roger Taylor cantare la voce principale nell’ultima strofa) mentre “Liar” contiene delle improvvisazioni vocali non presenti poi nel LP. Per avere qualche chiarimento sul come questa e le altre sessioni furono registrate, ho chiesto a Brian May alcune precisazioni. “Fondamentalmente le BBC sessions erano degli short cuts, , partivamo dalle backing tracks (basi) che avevamo già registrato per il primo album e ci sovra incidevamo le parti vocali – un po’ di chitarra qua e la, ed altre cose. Quindi quello che sentirete sarà un mix di materiale registrato presso i TRIDENT studios e altro registrato molto frettolosamente negli studi della BBC. Il tempo e i mezzi a nostra disposizione erano stretti e ciò ha comportato che registrassimo le sessioni in quel modo. Avremo si e no registrato interamente dal vivo uno o due pezzi, ma abbiamo adottato questo compromesso per tutti gli altri.”

La prima BBC session venne trasmessa da Radio 1 dieci giorni dopo, all’interno del “John Peel’s Evening Show”, il programma faceva parte della serie “Sound of the Seventies”.

SESSION 2
25 Lug 1973
Langham 1 Studio, Londra
See What A Fool I’ve Been – Liar – Son And Daughter – Keep Yourself Alive

Con la prima sessione i Queen registrarono delle canzoni con cui si sarebbero sentiti subito a loro agio poi, nella registrazione in presa diretta. Questa seconda BBC session venne prodotta da Jeff Griffin ed i tecnici del suono erano Chris Lycett e John Etchells. La registrazione venne trasmessa il 13 agosto all’interno del “Alan Black Show”.

Curiosamente, la band registrò altre versioni di “Liar” e di “Keep Yourself Alive”, che registrò già nella prima session di Febbraio (le quali sono versioni quasi identiche a quelle che troviamo nell’album di debutto, a parte qualche improvvisazione vocale di Freddie e qualche parte di chitarra) più una nuova e perfetta interpretazione di “Son And Daughter” (con la frase “shovel shit” censurata per non urtare la sensibilità degli ascoltatori della BBC, e l’esclamazione di Roger Taylor “Steel Yourself, this is valid”). Questa take rappresenta una bella deviazione rispetto alla versione a noi piu familiare presente nell’album.

Purtroppo la sublime “The Night Comes Down” di Brian e la contrastante “Jesus” di Freddie furono entrambe non considerate e furono tagliate fuori rappresentando cosi le uniche due canzoni del loro primo album QUEEN che non furono registrate durante le BBC sessions (il testo di “Seven Seas Of Rhye” cominciò a vedere la luce in questo periodo ma venne ultimato solo in tempo per l’album successivo, “Queen II”).

Sebbene “See What A Fool I’ve Been” non venne pubblicata su QUEEN, ma solo come secondo lato di “Seven Seas Of Rhye” (il primo singolo dei Queen ad entrare nelle charts), come gli altri tre pezzi di questa seconda BBC session, già figurava nella scaletta dei live di quel tempo della band quindi la sua inclusione in questa sessione fu una scelta obbligata. La versione “BBC session” di questo pezzo vede una più misurata e controllata interpretazione vocale di Freddie, rispetto a quella più “ironica” pubblicata poi come lato B, appunto, di “Seven Seas”.

“See What A Fool” è una specie di mistero – secondo il cantante degli SMILE, Tim Staffel, la canzone era un vecchio pezzo blues che lui stesso sentì per la prima volta su di un album di Sonny Terry e Brownie McGhee. Brian (May, ndt) si presentò con un nuovo arrangiamento di quel pezzo, piuttosto che con una nuova canzone. Brian disse:”Questa canzone rimase un mistero per anni, anche per me. Si ispira ad un vecchio pezzo blues. Quando a quel tempo cercai di ricordarmi l’autore, e anche successivamente, non ci riuscii. Mi ricordo che sentii quel pezzo in uno show televisivo, cantato da Muddy Waters. Così, per la BBC session dei Queen cercai di ricordarmi quello che potevo e creai il resto come nuovo, in pratica la maggior parte del testo.”

SESSION 3
3 Dic 1973
Langham 1 Studio, Londra
Ogre Battle – Great King Rat – Modern Times Rock ‘n’ Roll – Son And Daughter

Questa terza sessione fu prodotta da Bernie Andrews mentre i tecnici del suono furono Mike Franks e Nick Griffiths. Come tutte le BBC sessions (a parte l’ultima) venne trasmessa all’interno delle trasmissioni di Radio 1 “Sound Of The Seventies” – questa venne trasmessa tre giorni dopo le registrazioni, all’interno del programma di John Peel.

“Great King Rat “ e “Modern Times Rock ‘n’ Roll” di Roger sono simili alle versioni ufficiali, in quest’ultima, la frase “It’s not that I’m bright, just happy-go-lucky” nella sezione centrale (che non c’è invece nella versione dell’album e che fu ispirata da un modo di dire di Ariel Bender dei MOTT THE HOOPLE – i Queen facevano da band di supporto agli HOOPLE nel tour del Novembre del ’73) aggiunge qualcosa di nuovo, intrigante e giovanile. Secondo Brian, Bender usava questa frase molto spesso in quel periodo. Nel frattempo, la telenovela di un’ulteriore take di “Son and Daughter” di Brian (una canzone avanti di ventanni, quando venne composta) e di “Ogre Battle” di Freddie, da QUEEN II, si conserva in tutto il suo mistero. Le registrazioni originali BBC contengono una lunghissima intro, che non si trova nelle versioni pubblicate nel 1989 su etichetta “Band Of Joy”. Evidentemente non fu possibile includere la cosiddetta “Forgotten Intro” poiché il nastro originale BBC risultò danneggiato. Questa sessione, pubblicata su “Queen at the Beeb” a fine 1989 è un must da avere se sei un fan dei primi anni dei Queen.

SESSION 4
3 Apr 1974
Langham 1 Studio, Londra
Modern Times Rock ‘n’ Roll – March Of The black Queen – Nevermore – White Queen

Esattamente 4 mesi dopo la loro ultima visita, la band tornò ancora una volta ai Langham 1 per registrare la loro quarta ed ultima sessione per la BBC in questi studios. Questa sessione venne trasmessa all’interno del “Bob Harris Show” il 15 Aprile. Mentre nella sessione precedente i Queen registrarono una versione di “Modern Times” pressoché identica all’album, questa volta ne registrarono una versione molto piu lenta e questo dimostrò che questa volta la band era decisa a non fare troppo affidamento sulle loro backing tracks già esistenti. La maestosa “White Queen” emerge come la gemma di questa sessione, caratterizzata dalla presenza di un sublime suono di piano e parti di chitarra, ad opera rispettivamente di Freddie e di Brian.

“Nevermore” ci arriva con tutta la solennità e l’eleganza della versione poi pubblicata nell’album, ma con una sottile differenza nel modo di usare la voce di Freddie. L’adorabile suono dei cimbali di Roger esce dall’ombra in questa registrazione in tutto il suo splendore, anche perché questa volta non sono presenti basi o armonie in sottofondo che possano mascherarlo – almeno fino all’ultima parte, quando ad un certo punto il tutto viene sorprendentemente abbellito. Basi, batteria, basso e chitarra irrompono sulla scena e portano il pezzo alla conclusione – davvero una magnifica esibizione.

“March Of The Black Queen”, come dovreste aspettarvi, è l’altro masterpiece di questa sessione. Roccaforte di Freddie, la versione che si trova sull’album (QUEEN II) comprende tutto ciò che fa parte del repertorio Queen ed altro ancora. Sebbene il cantato di Freddie si discosti molto poco dal testo “ufficiale”, offre comunque alcune bizzarre improvvisazioni molto interessanti. In sostanza, questa versione di “Black Queen” suona piu come un remix della versione originale, che come una vera e propria nuova registrazione.

SESSION 5
16 Ott 1974
Maida Vale Studio 4
Stone Cold Crazy – Now I’m Here – Flick Of The Wrist – Tenement Funster

I Queen cambiarono location e prenotarono I Maida Vale Studios per la loro penultima BBC session. Siccome il mese precedente aveva visto la conclusione delle sessioni di registrazione del loro album “Sheer Heart Attack”, la band decise di rivisitare quattro pezzi tratti da quel loro lavoro di studio.

Mentre la frenetica “Stone Cold Crazy” è solo marginalmente diversa dalla versione dell’album, la voce di Roger in “Tenement Funster” è più energica, decisa; al contrario la voce di Freddie in “Now I’m Here” risulta meno vivace. Qui, le parti di batteria e basso rimangono fedeli alla versione standard per la maggior parte della durata del pezzo, mentre alcuni nuovi guizzi da parte della chitarra di Brian (che più tardi avrebbe “tagliato” negli show dal vivo) aggiungono nuovi e benvenuti elementi di differenza rispetto alla versione ufficiale.

“Tenement Funster” in questa versione, sebbene musicalmente identica alla versione presente su “SHA”, mette una volta di più in evidenza il fatto – semmai ce ne fosse bisogno – che la voce di Roger è molto più sostanziale ed importante di una semplice “seconda voce” adatta ai cori e alle armonie.

“Flick Of The Wrist” (la b-side di “Killer Queen”) resta simile alla versione presente su “Sheer Heart Attack” ma la voce di Freddie risulta più rigida del solito, forse già colpita dai problemi alle corde vocali che avrebbero afflitto il cantante tra gli anni 70 e gli anni 80. Questa sessione venne trasmessa il 4 novembre del 1974, ancora una volta all’interno del “Bob Harris Show”.

SESSIONE 6
28 Ott 1977
Maida Vale Studio 4, Londra
Spread Your Wings – It’s Late – My Melancholy Blues – We Will Rock You

A distanza di circa tre anni, i Queen tornarono ai Maida Vale Studios per registrare la loro ultima sessione per la BBC. Questa volta ad essere ri-registrati sono 4 pezzi provenienti dal loro ultimo lavoro, “News Of The World”. Questo album tra l’altro uscì nel Regno Unito proprio il 28 ottobre del 1977 e dunque la trasmissione di questa sessione ad opera della BBC fu un’ulteriore promozione. La sessione fu prodotta da Jeff Griffin, tecnico fu Mike Robinson e fu trasmessa due settimane dopo , il 14 novembre. Questa registrazione ci fornisce un nuovo e coinvolgente ascolto: “Spread Your Wings” di John Deacon esplode di energia grazie ovviamente al mondo di cantarla di Freddie. Questa versione è molto simile a quella che apparirà due anni dopo all’interno del “Live Killers”.

Una cosa inusuale all’interno di questa sessione numero 6 fu l’inserimento di una parte “recitata”, poco prima di “We Will Rock You”. Subito dopo un’esplosione ed esattamente prima dei primissimi accordi, una voce femminile entra nella scena leggendo un estratto di “SIddharta” di Herman Hesse. Come è successo? A quei tempi, solamente i master-tapes sopravvivevano alle BBC SESSIONS, mentre i nastri usati per arrivare poi al master finale venivano registrati e sovra incisi più e più volte (rIciclati, insomma ndt). Così, quando i Queen si ritrovarono all’interno della control room per riascoltare i nastri delle loro registrazioni, scoprirono dei pezzi di un vecchio show della Radio 4 all’interno in mezzo ai nastri appena incisi. La band incorporò un segmento di questo insolito materiale all’interno del loro lavoro. La versione trasmessa, comincia in stile “News Of the World” e si interrompe con la lettura di Siddharta.

“It’s Late” contiene un’unica sezione improvvisata assente nella versione contenuta nell’album. Ci sono molte somiglianze con “Get Down Make Love” (che viene dallo stesso album) perlopiù dovute all’uso di una macchina per il delay “fatta in casa” dalla band. A quei tempi non erano in commercio delle macchine per il delay che soddisfavano appieno le caratteristiche che voleva la band, quindi furono loro stessi a procurarsene una.

“My Melancholy Blues” nella versione di questa sessione numero 6 è semplicemente stupenda. Brian accompagna Freddie alla chitarra, cosa che non succede nella versione presente nell’album, ed il risultato è persino superiore – e questo dice tutto!

RADIO HEADS

I produttori Jeff Griffin e Bernie Andrews ricordano le leggendarie BBC Sessions dei Queen

Jeff Griffin:

Per quel che ricordo io, la prima persona che ci ha portato i Queen alla nostra attenzione fu un ragazzo di nome Ronnie Beck, un attivo promoter presso le pubblicazioni musicali Feldman che a quel tempo erano legate agli studios dove i Queen registravano. La band aveva prenotato lo studio tra le 7.30 e le 11 di sera. In quei giorni, l’unico tempo a nostra disposizione per registrare erano quelle tre ore e mezza di sera. Difatti quello stesso giorno, nel pomeriggio, tra le 2.30 e le 6, ebbi una session con una band chiamata Ducks Deluxe (pub-rockers sotto contratto con RCA negli anni 70). La prima sessione con i Queen andò molto bene. Sembravano essere un bel gruppo di persone con cui mettersi a lavorare: molto talentuosi e ottimi musicisti. Si misero all’opera velocemente e registrammo 4 pezzi. Mi ricordo che pensavo fossero davvero molto molto bravi e professionali.

Dei due tecnici del suono, uno sia chiamava Chris Lycett e l’altro John Etchells. La cosa interessante fu che John lasciò la BBC circa nel 1977/78 e aprì dei nuovi studios, i “Superbear” nel sud della Francia. So che i Queen registrarono uno dei loro album proprio lì (“JAZZ”, 1978); inoltre, grazie anche a questo, John lavorò di nuovo con loro su del materiale live (“LIVE KILLERS”, 1979).

La volta successiva in cui io lavorai con i Queen fu giusto un paio di mesi dopo, perché stavo lavorando ad un programma, “In Concert” che cominciai all’inizio degli anni ’70 e che veniva trasmesso da Radio 1. La puntata inaugurale fu con i Led Zeppelin, nel 1969. L’ho chiamato “In Concert”, in realtà a quel tempo si chiamava “John Peel’s In Concert – o, come lo definiva lui, “The Sunday Repeated On Wednesday Show”. Dal 1973, John smise di condurre il programma così dovetti contattare Bob Harris e successivamente, Pete Drummond e Mike Harding.

Il 13 settembre del 1973 presso il Golders Green Hippodrome, abbiamo registrato la prima sessione completamente dal vivo dei Queen, condotta da Alan Black. Non fecero un’ora intera. Come artista di supporto avevo Peter Skellen. Devo ammettere ora, che si trattò di un’accoppiata piuttosto bizzarra. I Queen furono molto bravi. Freddie mostrò qualche segno di nervosismo – non del tutto strano perché non credo che fino a quel momento avessero avuto troppe esperienze dal vivo. Sono pronto per essere smentito. La cosa che ricordo di più è che tendevano a salire di tono un po’ troppo, che è segno di un’eccessiva eccitazione – soprattutto quando metti troppa potenza nella tua voce. E’ un qualcosa che sicuramente migliori solo con l’esperienza.

Successivamente lavorai con i Queen per il concerto della vigilia di Natale del 1975. A quel tempo avevo iniziato a trasmettere in diretta gli show della vigilia di natale per BBC 2 con il mio collega Mike Appleton, che produceva anche “The Whistle Test”. Quel concerto andò meravigliosamente bene.

Allora la band andò veramente alla grande e non ci fu nessun problema di voce o di tono per Freddie, né di alcun genere. Essendo stato trasmesso in diretta la vigilia di Natale del ’75 in contemporanea su Radio 1 e su BBC 2 TV, ho riproposto di nuovo solo la parte audio su Radio 1 il 28 febbraio 1976.

Non ho più lavorato per i Queen fino al 1977 e qui per circostanze alquanto bizzarre. Incontrai Brian e Roger in un club da qualche parte e Brian disse:”Ci piacerebbe che ci incontrassimo di nuovo e registrassimo una nuova sessione insieme per Radio 1”. Stavo quasi per cadere dalla sedia, perché i Queen erano davvero molto famosi a quel tempo ed era piuttosto inusuale per l’epoca che un grande gruppo volesse tornare a fare quelle stesse cose che l’hanno reso grande, appunto. Quando parlai con il produttore John Walters di questa cosa il giorno seguente, gli dissi “Ascolta, non credo che tu lo voglia – ricordatevi che a quel tempo eravamo nel pieno dell’era Punk – ma i Queen mi hanno detto che vorrebbero fare una nuova sessione per Peely”. Con sorpresa, Peely fu piuttosto positivo all’idea. Credo che fosse contento del fatto che i Queen avessero deciso di farlo, a quel punto della loro carriera, e pensava che si sarebbe trattato di qualcosa di completamente diverso rispetto a quanto avevano fatto fino ad allora, quindi accettammo.

Così, il 28 ottobre del 1977, arrivarono e registrarono la loro sessione, dalle 2.30 del pomeriggio fino alle 2 in punto del mattino successivo. Devo precisare che a quel tempo registravamo ancora su registratori ad 8 piste e lo dissi chiaramente a Brian. Quando arrivò gli dissi: ”Non voglio che questa cosa sfugga di mano, che si tratti di 8 piste, 16 o 32 o addirittura 48, probabilmente tu le useresti tutte per fare le sovra incisioni della tua chitarra, non è questo che conta. So che abbiamo un po’ più di tempo e delle attrezzature più sofisticate di quelle che avevamo una volta, ma dobbiamo continuare ad essere disciplinati perché vogliamo che le 4 canzoni siano tutte finite a fine sessione.” Mi disse: “Yeah, Ok, nessun problema. Mi piace fare qualche sovra incisione ma nulla che possa sfuggirci di mano.” E così fu.

“My Melancholy Blues”, per quel che mi ricordo io, era solo Freddie ed il suo piano con alcune parti di chitarra da parte di Brian. Poi ci fu “We Will Rock You”. Fu divertente, soprattutto per me e per il mio tecnico Mark Robinson, poiché la band disse: “Sentite abbiamo bisogno di quante più voci possibile su questo pezzo, quindi abbiamo bisogno che veniate in studio a cantare con noi.” Mike ed io eravamo un pochino reticenti all’inizio – non che ci preoccupassimo di cantare – io canto in un coro e Mike canta canzoni celtiche – ma non è la stessa cosa cantare in uno studio di registrazione. “No, abbiamo solo bisogno di voi per i cori”, dissero.

Fu una gran sessione, sicuramente i due John furono molto soddisfatti quando la ascoltarono. Credo che abbia causato anche qualche frizione a quel tempo, perché la gente rimase alquanto sorpresa che la sessione venne trasmessa all’interno del “John Peel Show” tra tutti gli altri programmi in voga a quel tempo.

Bernie Andrews:

La prima volta che ho sentito parlare dei Queen fu tramite Ronnie Beck – un promoter molto serio e rispettato con cui avevo avuto a che fare per anni. Avevo un appuntamento con lui e mi disse: “Voglio farti ascoltare una cosa”. Andammo in questa stanza all’interno del Aeolian Hall e tirammo fuori il registratore a bobine. Mi disse: “Bene, che ne pensi?” ed io risposi “Sono fantastici, li adoro. Chi sono?”, e lui rispose “Si chiamano Queen” ed io scoppiai a ridere. “Non si possono chiamare Queen!” dissi, “Sono grandi ma non puoi mettere una cazzo di band dal nome Queen all’interno di “Radio Times”!. Mi disse: “Bè, è così che si chiamano!”. Così, comunque li chiamai e loro vennero al “Radio Times” come “Queen”. Fu divertente, e nel giro di un paio di settimane il loro nome venne accettato del tutto.

I Queen erano solo uno delle dozzine di gruppi con cui stavo lavorando agli inizi degli anni 70, ma ricordo bene la loro prima sessione, quando me li presentarono e capii subito che erano dannatamente bravi.

Dopo circa un’ora nei Langham Studios cominciai a discutere principalmente con Freddie, su quel che stessero facendo e notai che lui era davvero esigente in ogni cosa e tutto doveva essere venir fuori come lui voleva. Era un tipo molto preciso e difficile da accontentare. Piuttosto spesso in quel tempo, lavorare alla BBC in quel modo significava per una band arrivare a litigare di frequente, accapigliarsi tra i vari membri del gruppo. Diversi produttori mi avevano messo in guardia, mi aspettavo che degli artisti come loro fossero più instabili e volubili.

Non diedero mai fastidio. Non ho mai avuto nessun problema a lavorare con i Queen. Fu fantastico lavorare con loro. Certo ci furono degli scontri nella band, ma cose che ti aspetti. Una band che non ha alcun tipo di scontro al suo interno, di solito – molto sinceramente – non è altro che un gruppo di coglioni.

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